{"id":359,"date":"2021-05-05T09:45:00","date_gmt":"2021-05-05T07:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.accademiadeltartufonelmondo.it\/?p=359"},"modified":"2021-05-05T10:34:09","modified_gmt":"2021-05-05T08:34:09","slug":"il-mondo-del-tartufo-reminiscenze-regionali-le-marche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.accademiadeltartufonelmondo.it\/it\/05\/05\/2021\/tartufo\/il-mondo-del-tartufo-reminiscenze-regionali-le-marche\/","title":{"rendered":"Il mondo del tartufo. Reminiscenze regionali: le Marche"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 la regione dove ho mosso i primi passi <strong>\u201ctartuficoli\u201d<\/strong> e questo in seguito ad una mia intuizione allorch\u00e8, ispettore del Corpo Forestale dello Stato in servizio ad Urbino pensai di proseguire l\u2019opera intrapresa dal mio vecchio predecessore Lorenzo Mannozzi Torini. Ideai, realizzai e diressi per oltre un ventennio il <strong>Centro di Ricerca sul Tartuufo<\/strong> del Ministero Agricoltura e Foreste che sorse a Sant\u2019Angelo in Vado in provincia di Pesaro.<br>E\u2019 dunque in questa regione che imparai a conoscere bene questo prezioso prodotto della terra ed imparai poi ad insegnare al \u201cmondo\u201d il modo di poter incrementare la sua produzione con la <strong>Tartuficultura<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le Marche erano gi\u00e0 una regione a decisa vocazione tartuficola<\/strong> e che al tartufo guardava da sempre con molto interesse apprezzando anche lo stimolo che era in grado di dare ad una economia gi\u00e0 aperta ad orizzonti oltre i confini regionali.<br><strong>Il Centro di Ricerca \u00e8 stato il polo di diffusione di conoscenze approfondite del tartufo<\/strong> e qui ho imparato a conoscerlo a seguito di continui contatti con il mondo scientifico e con quello produttivo in costante contatto con i tartufai di tutto il territorio nazionale.<br>Nelle Marche ho seguito la guerra continua fra Sant\u2019Angelo in Vado ed Acqualagna facendo spesso il paciere fra i due sindaci belligeranti (Pasquini e Lucciarini) che si contendevano un primato molto ambizioso come \u00e8 ben comprensibile.<br>Qui arriv\u00f2 molto spesso la televisione nazionale Linea Verde che, per non far torto a nessuno, trasmise la sua diretta con la presenza del Presidente del Governo a met\u00e0 strada fra i due paesi rivali.<br>Diventai un personaggio, tanto che fui insignito con il tartufo d\u2019oro ed altre onorificenze. Tornai molti anni dopo nell\u2019ascolano e nel maceratese a raccogliere i frutti del mio lavoro perch\u00e9 qui erano stati rimboschiti ettari ed ettari con piante tartufi gene che davano ovunque frutti eccezionali ed abbondanti.<br><strong>Su questa spinta fiorirono un po\u2019 dovunque le fiere e le mostre del tartufo in tutte le provincie e conviene ricordare quella di Sant\u2019Agata Feltria che riusc\u00ec a varcare i confini nazionali<\/strong>, grazie alla nostra amicizia con il collega francese Gerard Chevalier dell\u2019INRA, gemellandosi con Saint Alvere nel Perigord mettendo a confronto tartufo bianco marchigiano e tartufo nero perigordino.<br>Le Marche sono riuscite ad orientarmi nel variegato mondo gastronomico con questo prodotto e sono riuscito spesso a portare le mie ricette originali nelle televisioni nazionali non ultima La Prova del Cuoco con Antonella Clerici.<br>La conclusione non pu\u00f2 essere che una: <strong>questa regione mi ha insegnato a conoscere il tartufo a trecento sessanta gradi<\/strong>, eccezionale prodotto in cucina, straordinario veicolo per una valida promozione turistica, stimolo per la riforestazione dei tanti terreni abbandonati dall\u2019agricoltura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"text-justify mb-2\">E\u2019 la regione dove ho mosso i primi passi \u201ctartuficoli\u201d e questo in seguito ad una mia intuizione allorch\u00e8, ispettore del Corpo Forestale dello Stato in servizio ad Urbino pensai di proseguire l\u2019opera intrapresa dal mio vecchio predecessore Lorenzo Mannozzi Torini. 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