{"id":758,"date":"2021-06-09T09:30:00","date_gmt":"2021-06-09T07:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.accademiadeltartufonelmondo.it\/?p=758"},"modified":"2021-06-07T21:41:44","modified_gmt":"2021-06-07T19:41:44","slug":"reminiscenze-regionali-molise-una-terra-di-tartufi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.accademiadeltartufonelmondo.it\/it\/09\/06\/2021\/tartufo\/reminiscenze-regionali-molise-una-terra-di-tartufi\/","title":{"rendered":"Reminiscenze regionali: Molise, una terra di tartufi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">L\u2019<strong>Istituto Sperimentale per la Selvicoltura<\/strong> aveva, fin dalla sua costituzione, una sezione operativa periferica in <strong>Molise<\/strong> (San Pietro Avellana in provincia di Isernia). Durante le periodiche visite avevamo avuto la percezione che si trattasse di una zona a vocazione tartuficola ma nessuno conosceva questo prezioso frutto della terra.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.accademiadeltartufonelmondo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pino_crestinin3_webp.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-761\" width=\"840\" height=\"560\" srcset=\"https:\/\/www.accademiadeltartufonelmondo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pino_crestinin3_webp.jpg 750w, https:\/\/www.accademiadeltartufonelmondo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pino_crestinin3_webp-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 840px) 100vw, 840px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nostro vivaista <strong>Quaranta<\/strong> ci rifer\u00ec che spesso si vedevano arrivare dalla <strong>Romagna<\/strong> dei personaggi che cercavano, con l\u2019ausilio dei cani, una \u201cpatata puzzolente\u201d che dicevano usare come pianta medicinale.<br>Insospettiti, partimmo con Pino Crestini e, specialmente nel bosco di Cantalupo trovammo tartufi neri e bianchi tanto da risolvere il problema una volta per tutte. Il Molise era una zona dove i tartufi si potevano trovare un po\u2019 dovunque e ben presto divenne la regione pi\u00f9 produttiva di tutte le altre.<br>Sorsero allora i nuovi tartufai molisani un po\u2019 dovunque e trovammo in <strong>Aldo D\u2019Andrea<\/strong>, allora casaro dell\u2019Azienda di Stato per le <strong>Foreste Demaniali<\/strong>, il collaboratore ideale per tutta la zona. Aldo lasci\u00f2 la sua attivit\u00e0 per diventare, non solo cercatore di tartufi, ma anche\u00a0 il raccoglitore che andava di casa in casa ad acquistare il prodotto che poi esportava nel nord del Paese. Nacque cos\u00ec una nuova importante azienda del settore: <strong>Profumo di Bosco dell&#8217;alto Molise<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo poco tempo fummo in grado di conoscere meglio i territori molisani tartuficoli che furono da noi mappati e riproposti in una preziosa pubblicazione scientifica dal titolo: <strong>Ecologia del tartufo bianco del Molise<\/strong>.<br>Essendo il tartufo da sempre sconosciuto ai molisani, anche la cucina del territorio non poteva avere esperienze sufficienti per poterlo utilizzare per la qual cosa si pens\u00f2 di far arrivare in loco una delegazione di cuochi toscani. Furono impartite lezioni preziose e ben presto anche in <strong>Molise<\/strong> si pot\u00e8 gustare finalmente la squisitezza del pi\u00f9 nobile dei prodotti della propria terra.<br><strong>San Pietro Avellana<\/strong>, Carovilli, Agnone celebrarono ben presto le loro mostre e fiere, come accadeva in centro e nord Italia, e non tard\u00f2 poi la partecipazione di questa regione alla <strong>Associazione Nazionale delle Citt\u00e0 del Tartufo<\/strong> al pari di Alba o Norcia, Acqualagna, Gubbio o San Miniato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"text-justify mb-2\">L\u2019Istituto Sperimentale per la Selvicoltura aveva, fin dalla sua costituzione, una sezione operativa periferica in Molise (San Pietro Avellana in provincia di Isernia). 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