Un anno prima del taglio del nastro, da Urbino parte un messaggio planetario

«Sua Maestà il tartufo tra mistero e realtà, tra magia e cucina. Un bosco, l’alba, le ombre che si allungano, un cagnolino e il cavatore, un raggio di sole che illumina l’ambiente immacolato: il tartufo, nascosto da Madre Terra, arriva al piatto della perfezione. Tra mistero e realtà, tra magia e cucina, il tartufo incanta con la sua aura di segreto. Le ombre, una spora, il fiuto di un cane, un alito di vento che porta il suo profumo: tutto contribuisce a creare il piatto perfetto, amato in tutto il mondo.

Il direttore Giuseppe Cristini

Dopo Milano nel 2015 e Dubai nel 2021, ora vogliamo portare il nostro messaggio di biodiversità del tartufo anche in Giappone, a Osaka, nel 2025.

Il tartufo può davvero rappresentare e valorizzare la cultura e la cucina italiane alla prossima esposizione universale nel Sol Levante, come un gesto d’amore, di pace e di autentica territorialità.

Stiamo lavorando per questo, tessendo una tela affinché in Giappone Sua Maestà il tartufo sia il portabandiera delle nostre preziosità più importanti. Dopo l’evento tenutosi all’Università di Urbino, il valore della filiera a centimetro zero è diventato un impegno che intendiamo perseguire. Questo è un patto che abbiamo stretto con l’Ambasciatore Mario Vattani, e abbiamo tutte le componenti necessarie per raccontare questa storia al mondo partendo dall’Università di Urbino.»

La filiera istituzionale del tartufo guarda a Expo Osaka

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