“Tartufenoturismo”: nasce il turismo del rispetto e dell’amore”, un tour emozionale

Decolla in esclusiva mondiale il Concept, TartufEnoTurismo: Giuseppe Cristini Direttore artistico del Festival del Tartufo Bianchetto e del Vino Bianchello doc ha scritto il Decalogo del TartufEnoTurista

Tartufenoturismo è un progetto etico, è un progetto nato per salvare il futuro del tartufo, ma è anche un progetto di ricchezza ambientale e umana. È un progetto spassionatamente turistico, ma trattasi di un turismo garbato, gentile, facoltoso. Tanti i partner coinvolti: dall’Associazione tartufai, al mondo dei Ristoratori, a quello dei sommelier fino a quello dei produttori di vino. 

Nascono i nuovi mestieri: il custode del bosco, lo chef-narratore, il truffle-sommelier e i vignaiuoli-poeti, in una condivisione magica che coinvolge: il bosco, la vigna, la cucina e la narrazione a tavola. Il messaggio d’amore è: adotta una roverella, cerca il tuo tartufo e diventa custode del bosco. Una roverella in più è una vita che cresce.

Noi abbiamo bisogno dell’ambiente puro, noi abbiamo bisogno della sua integrità e di scacciare l’inquinamento, abbiamo bisogno di mettere a dimora una roverella che diventa compagna di vita È un richiamo alto, nobile e garbato rivolto non solo ai difensori della natura, ma a tutti i giovani che amano la libertà culturale, ai padri di famiglia che vogliono far conoscere agli propri figli quanto è bello scoprire il bosco e cavare una pepita meravigliosa che può diventare di proprietà, con il must “acquista il tartufo in sicurezza e portalo al ristorante”.

E dopo aver portato il tartufo a ristorante si può tranquillamente, in un collegamento meraviglioso a centimetro zero, andare a visitare la cantina, ma soprattutto la vigna di quel vignaiolo-poeta che racconterà la storia della vigna e farà sorseggiare un calice di vino tra i filari.

E poi si torna ristorante dove viene preparata per noi una sfoglia fatta a mano, un piatto meraviglioso con il tartufo appena trovato, dove lo chef lo presenta in diretta e lo serve davanti ai nostri occhi con la lamellata finale davanti all’ospite o la grattugiata dopo aver composto il piatto avvolto dalla cloche.

Ma l’esperienza del bosco, della vigna, della cucina, non ha un senso compiuto finché non si è percepito l’alto e nobile obiettivo di questo progetto; che è quello di “adotta una roverella, cava il tuo tartufo e diventa custode del bosco” una roverella che regala il tartufo, vederla crescere, vederla produrre tartufo e diventare quindi un Custode del bosco, con un diploma accademico e una menzione d’onore a tutti coloro che vorranno seguirci in questa onda emozionale.

LEAVE A RESPONSE

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.