TARTUFO

Il futuro del tartufo attraverso naturalità e sostenibilità

Olga Urbani, titolare di Urbani Tartufi, racconta a Giuseppe Cristini, direttore dell’accademia del tartufo nel mondo, le prospettive del tartufo e i suoi valori

«Il periodo pandemico ci ha permesso di pensare, di stare soli con noi stessi e capire quali sono i valori da portare avanti».

Olga Urbani racconta i progetti e i presupposti di Urbani Tartufi, dopo un periodo difficile segnato dal COVID-19.

«La sostenibilità per noi è importantissima: una sostenibilità che stiamo manifestando al mondo, attraverso la Truffleland che rappresenta il mondo della tartuficoltura, che riteniamo una risposta sociale alla mancanza di lavoro per i giovani. La Truffleland significa un futuro lavoro per quei giovani che invece di dover lasciare l’Italia, decidono di coltivare qualche ettaro di terreno dedicato al tartufo, per mettere al centro di tutto una cucina salutare e biologica che riesca a rispettare i valori della salute umana».

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Guardando al mondo della ristorazione invece afferma che: «Il tartufo dopo un periodo di buio deve un po’ rinascere. Come Gruppo Urbani abbiamo messo in produzione prodotti semplici che possono aiutare la ristorazione italiana e internazionale nella ripartenza. Prodotti ad hoc per i cuochi che riusciranno così ad avere un discreto margine tale da poter aiutare i ristoratori a recuperare. Allo stesso tempo come Gruppo Urbani vediamo la rinascita attraverso la naturalezza di questo prodotto, nel cercare di non mescolarlo troppo con gli additivi chimici che fino ad oggi abbiamo tutti utilizzato, anche se il tartufo e talmente volatile che non rimane nei prodotti conservati».

Olga Urbani, titolare di Urbani Tartufi

Per Olga Urbani la naturalità è l’obiettivo da perseguire.

«Noi stiamo mettendo a punto una aromatizzazione 100% naturale, per essere in linea con questa ripartenza nel rispetto della salute umana, della sostenibilità e della cura del nostro ambiente».