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Il Dizionario internazionale del tartufo, presentato al CREA a Roma il 25 maggio, svela la ricchezza del fungo, tradizioni e segreti in 5 lingue diverse, celebrando il simbolo enogastronomico italiano

Il Dizionario Internazionale del Tartufo in 5 lingue è stato pubblicamente presentato giovedì 25 maggio al Crea a Roma. Non poteva che essere multilingue il volume dedicato ad uno dei simboli del nostro made in Italy gastronomico che coniuga gusto, sostenibilità e territorio. Inglese, cinese, giapponese e arabo oltre, naturalmente, all’italiano: queste le lingue in cui si può leggere il dizionario internazionale “il Tartufo” presentato dagli autori Stefano Vaccari, Direttore Generale del CREA, e Giuseppe Cristini, Direttore artistico della rivista “Accademia del tartufo nel mondo”.

Tra passato e presente, cibo di Re e Regine, il tartufo ha attraversato i secoli accrescendo la sua fama di ingrediente esclusivo, “tocco magico” di ogni pietanza. È così dall’antichità: gli antichi Greci e Romani, che di lusso se ne intendevano, apprezzavano il tartufo per proprietà culinarie e afrodisiache. In epoca moderna, la diffusione del tartufo è stata straordinaria e con essa anche il recupero delle tradizioni che lo hanno legato a popolazioni e territori. L’Italia ha saputo raccontare e tutelare queste tradizioni. Infatti, nel 2021 la “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” è stata riconosciuta dall’UNESCO quale patrimonio culturale immateriale dell’Umanità.

Le curiosità del libro: è un piccolo tentativo di due appassionati di questo fungo di condividere centinaia e centinaia di termini legati al tartufo, cercando allo stesso tempo di divulgare l’enorme ricchezza di varietà e sfumature del genere botanico Tuber. Nelle pagine del testo, che trattano i misteri e la magia di questo nobile vegetale, si trovano più di 300 termini tradotti, suddivisi in sei categorie: Tartufo & Habitat, Territori del Tartufo, Cerca e Cavatura del Tartufo, Valutazione del Tartufo, il Tartufo in cucina e a tavola, il mito del Tartufo. Ogni termine è contrassegnato da un numero e dall’abbreviazione della lingua per facilitarne la ricerca. Le sei categorie utilizzate cercano di descrivere la complessità del mondo del tartufo, che abbraccia tutte le scienze naturali, la geografia e le tradizioni popolari, il marketing e la sociologia, l’alta cucina, la storia e la mitologia.

«Non di rado – dichiara Stefano Vaccari, Direttore Generale CREA e coautore del volume – la conoscenza del tartufo si limita ai termini ‘bianco’ o ‘nero‘. È un po’ come se cercassimo di racchiudere il mondo del vino nelle sole categorie ‘bianco’ o ‘rosso’. Nel Dizionario abbiamo cercato di allargare la conoscenza di questo fungo alle sue diversità, alle tante tradizioni che lo legano ai territori, agli utilizzi in cucina e a tavola, alle caratteristiche merceologiche e qualitative che ogni diverso tartufo deve avere».

«È un’opera immane che siamo riusciti a completare con un impegno di ricerca, di studio e di valorizzazione di questa preziosità unica al mondo – afferma Giuseppe Cristini, coautore del Dizionario -. Siamo andati a scavare tra i dialetti, in mezzo ai boschi e ai cavatori, studiando le razze di cani da tartufo, in territori anche poco conosciuti ma bellissimi e incontaminati». Sua Maestà il Tartufo vive tra mistero e realtà tra magia e cucina ed è sempre seducente, sensuale e accattivante.

Sono previste presentazioni pubbliche in tutta Italia.

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