TARTUFO

Francesco Scacchi, l’ideatore del metodo classico. Un artista un po’ umbro e un po’ marchigiano

A Perugia, presso l’hotel la Rosetta, Giuseppe Cristini, narratore del tartufo,ha incontrato il maestro del vino e storico dell’enogastronomia Angelo Valentini, che ci racconta la storia di Francesco Scacchi

Scacchi nacque a Preci vicino a Norcia e nel 1622, circa settant’anni prima di Dom Perignon, scrisse e pubblicò un libro dal titolo “De salubri potu dissertatio” dove spiegò le maniere del bere e il modo di fare vino spumante.

Nel libro si parla di Francesco Scacchi “fabrianensis” perché sotto lo Stato della Chiesa, quest’uomo integerrimo e colto fu mandato a Fabriano a sovraintendere il Monte di Pietà, cioè la Banca dei poveri dell’epoca e proprio a Fabriano scrisse questo libro, e dunque Fabriano può dire che lo Scacchi è un suo figlio adottivo. 

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Di questo il libro, ci confessa Angelo Valentini, ne esistono, ad oggi, solo otto esemplari al mondo e una la possiede proprio lui, infatti ne è venuto in possesso circa vent’anni fa.

In quegli anni, Angelo sapeva che la famosa casa d’asta Sotheby’s batteva questo libro rarissimo all’asta, e il suo prezzo schizzò fino a quattordicimila sterline, circa quaranta milioni di vecchie lire. I francesi spingevano nel frattempo per togliere dalla circolazione il libro, in quanto toglieva loro la primogenitura della nascita dello spumante, invece nato in Italia, perciò cercarono di aggiudicarsi il libro.

Il libro, invece, se lo aggiudicò Franco Lunelli, proprietario della casa spumantistica Ferrari, togliendolo quindi ai francesi e dopo qualche mese Angelo Valentini venne a sapere tramite amici che esisteva l’ottavo volume, ed era in possesso di una persona che non conosceva l’esito dell’asta, ed infine, corse ad acquistarlo.