Il nuovo obiettivo di Arci Tartufi Ferrara è promuovere il Tartufo Terre Ferraresi. Gino Guerra, cavatore di tartufi da 50 anni, ci racconta che nei parchi pubblici di Ferrara si può raccogliere uno splendido tartufo bianco

Ci troviamo sulle incantevoli valli di Comacchio, in una splendida giornata che anticipa l’estate. Siamo ospiti del Presidente di Arci Tartufi Ferrara, Antonio Marchetti, nonché Maestro del Tartufo dell’Emilia-Romagna. Con Giuseppe Cristini e Antonio Marchetti anche Gino Guerra, un’icona per il territorio ferrarese grazie alla sua lunga esperienza nella raccolta del tartufo. Una giornata per celebrare l’incontro tra il gusto del pesce e la preziosità del tartufo, in un momento di scambio e di prospettive innovative. Antonio Marchetti e Gino Guerra ci conducono attraverso un viaggio nella storia del tartufo, partendo dalla sua radice nella provincia di Ferrara. Questo viaggio trova la sua realizzazione perfetta nella giornata dal suggestivo titolo: “il Tartufaio va a pesca”.

Il sommelier Marco Carmosino, il pescatore Yuri Fogli, Giuseppe Cristini e Antonio Marchetti

Antonio, cosa celebriamo oggi?

Antonio Marchetti: «Oggi celebriamo gli ultimi giorni di attesa prima dell’apertura della stagione del Tartufo estivo, che qui in Emilia-Romagna inizia il primo di giugno. Abbiamo pensato di riunire tutti i nostri soci per condividere un momento culturale dedicato al tartufo e vivere un’esperienza conviviale.»

Gino, puoi raccontare come è cambiato il tartufo negli ultimi cinquant’anni?

Gino Guerra: «Negli ultimi cinquant’anni, la quantità di tartufi è diminuita del 50%. Perché? Cinquant’anni fa, i parchi di Ferrara erano ricchi di tartufi. Tuttavia, molti di questi parchi sono stati demoliti per fare spazio a villaggi residenziali, riducendo così del 50% la presenza dei tartufi. Gli alberi sono stati abbattuti e l’ambiente naturale devastato. Inoltre, il cambiamento climatico ha aggravato la situazione negli ultimi dieci anni. Un tempo, nei parchi di Ferrara, era comune raccogliere tra i 600 grammi e 1 chilo di tartufi in una sola mattina. Oggi, se sei fortunato, puoi trovare solo un paio di etti.»

Ma tu, che sei un vero maestro e, come ha detto il nostro Antonio, l’emblema del tartufo dell’Emilia-Romagna, qual è il segreto per trovare il tartufo?

Gino Guerra: «Il segreto per trovare il tartufo è avere tanta pazienza. Non è una questione di luogo, ma di perseveranza nella ricerca. Quando sai che un posto è promettente per i tartufi, non puoi semplicemente fare un giro veloce e andartene. Devi restare lì, fare il tuo giro con calma e non arrenderti mai. Io posso restare in un posto anche per un’ora, perché il tartufo può comparire in qualsiasi momento, emana il suo profumo e lo trovi. Molti cercatori, invece, hanno fretta di finire un’area per passare a un’altra e spesso lasciano indietro dei tartufi che poi trovo io.»

Antonio, hai detto che tra qualche giorno inizierà la raccolta del Tuber aestivum. Che stagione ci possiamo aspettare? Anche perché qui state facendo un grande lavoro con la ristorazione, l’eticità e la promozione.

Antonio Marchetti: «La stagione che ci aspettiamo sembra promettente. I primi segnali sono positivi; chi ha tartufaie coltivate nella nostra zona, e l’associazione ne gestisce un paio, ha notato segnali davvero interessanti. Siamo fiduciosi che possa essere una buona stagione, grazie anche alle piogge primaverili che hanno sicuramente favorito la crescita del Tuber aestivum.

Antonio Marchetti e Gino Guerra

Per quanto riguarda la ristorazione, come sai, l’impegno di Arci Tartufi è di promuovere il Tartufo Terre Ferraresi, per il quale abbiamo registrato un marchio. Stiamo cercando di promuoverlo il più possibile e stiamo ottenendo ottimi riscontri tra i ristoratori della nostra città e provincia. Hanno iniziato a comprendere l’importanza del tartufo per la nostra area e vedono l’opportunità di trasformarlo in qualcosa di significativo. Il tartufo può essere il promotore di iniziative e portare ricchezza. Di conseguenza, i ristoratori stanno diventando sempre più attivi e molto interessati a questo prodotto della nostra terra.»

Giuseppe Cristini e Antonio Marchetti

Il territorio di Ferrara offre una varietà di tartufi raccolti tutto l’anno, rendendolo una destinazione ideale per gli appassionati di questa prelibatezza. Gino, hai detto che il tartufo di Ferrara non è inferiore a quello di Alba. Puoi approfondire questa affermazione?

Gino Guerra: «Anni fa, il nostro tartufo veniva spesso venduto come tartufo di Alba. Il nostro tartufo è eccellente, e se è italiano, è sempre qualcosa di speciale. Il tartufo di Ferrara non ha nulla da invidiare a quello di Alba in termini di qualità e sapore.»

In conclusione, l’impegno di Arci Tartufi Ferrara nel promuovere il tartufo locale e sostenere la ristorazione di qualità continua a portare frutti, con una crescente consapevolezza del valore del tartufo come risorsa preziosa per la regione.

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